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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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138DEL SERPENTE, ET GIOVE.N mezo d'una uia staua il Serpente,Ne però ad altri facea danno alcuno,Anzi sempre calcato era da ogn'uno,E tolto à scherno da l'humana gente:E con Gioue si dolse, che innocenteEssendo, gli era ogn'huom sempre importuno.Ond'ei gli disse: Ogn'un sarà digiunoD'offenderti, se men sarai clemente:se col primo, che ti fece offesa,L'ira mostrato hauesti, e'l tuo ueleno,A l'altre ingiurie ciò t'era difeſa.Perche chi uiue di modestia pienoFa ch'ogni altro l'ingiuria, e uilipesa:E chi suol uendicarsi à lor pon freno.Chi facile perdona, ingiuria aſpetta.