131DEL LVPO, ET LE PECORE.ESTISSI il Lupo i panni d'un pastorePer ingannar le ſemplicette agnelleCon l'apparenza de l'altrui sembiante,Celando il troppo conosciuto pelo:E col bastone in man, co'l fiasco al tergo,E con la Tibia pastorale al fianco,Verſo il gregge uicin ratto inuioſſi,Sperando di condurlo entro un'ouile,Fatto da lui d'una spelonca oſcura,E prepararsi per un'anno il cibo,Che ſenza faticar potria goderſi.Ma quando l'empio fu giunto tra'l gregge,(Tra'l gregge, il qual non lo temea, credendoDal suo uestir ch ei fosse il suo pastore,Ç uolſe dar la uoce, onde il uolgeſſeAl penſato camin, fiero ullulatoFuori mandò di tanto horror ripieno,Che le pauroſe pecorelle tutteSmarrite ne restaro, e quello al gridoRiconosciuto rimirando à dietroSi diedero à fug gir uelocementeAi uicin tetti del natiuo albergo;Et ei di ciò restò schernito, e tristo.Tal l'uom bugiardo e di malitia pienoRimaner ſuole à lungo andar, ne puoteSempre uenir al fin del ſuo penſiero
Con