101DELL'VCCELLATOR, ET LA LODOLA.ENTRE l'uccellator tendeua i lacci,Ond'ei cegliesse i semplici augelletti,La Lodola, che a lui uicina stauaMirando il fatto ſopra un uerde pruno,Gli dimandò quel ch'ei facesse allhora.Egli rispose, che principio dauaA fabricar una nobil cittadeChe ad ogni amico ſuo preſtaſſe albergo.Ma poi ch'à l'opra inſidioſa diedeDebito fin, da lei poco lontanoFra certe ombrose uepre ſi naſcoſe.La semplicetta allhor, c'hauea credutoDel suo falso parlar uero il concetto,De l'arbor ſceſe ſopra il verde piano:E s'inuiò uerso quei lacci ignoti,De la finta città principio finto,Per poter meglio intender la ragione,L'ordine, e'l sito de le noue muraDe la mole, che uera ella credea.E tanto al fin si fece à lor vicina;Ch'intricatasi in lor restò prigione.Ciò uisto allhora della macchia uscitoL'Uccellator à la nouella predaTosto la colse. Ond'ella in tal sermoneSubito ſciolſe la doglioſa uoce:S'edificar, fratel, vuoi tal cittade,70
Druckschrift
Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
Seite
102
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten