63DELLA GAIZZA, ET GLI ALTRI VCCELLI.RA i folti rami d'una ombrosa querciaSedea il Cucuglio nell'eccelſa parte,Et d'altri uarij augelli in su la sera.Iui adunati da diuerſi luochi.Era ancor grande & abondante copia:Cosi tra lor la Gazza entrata anch'essaVolgendo à caſo gli occhi in uer le cimeDi quell'antica pianta à ſcorger uenneIl Cucuglio, ch'in alto hauea'l ſuo nido:E da certo mal d'occhi oppreſſa allhoraMal discernendo quello in cambio il tolseDe lo Sparuiero, e lui temendo tosto,Ecco lo Sparuier, dice: e uia ſen uolaSenza fermarsi in quel medesmo punto.Allhor tutti gli augei, che la sentiro,Accorti de l'error, ch'ella prendeaDa la ſembianza de le uarie piume;Dietro le sibillaro, in mille guiseSchernendo il ſuo timor fallace e vano.Ond'ella accorta al fin così rispose.Piu tosto voglio eßer da uoi ſchernita,Temendo in uan del mal falsa cagione,Che stando in gran pericol de la vitaDar di piangermi à miei vera ragione.Piu graue appar, che la uergogna, il danno
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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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