65DELLA VOLPE, ET DEL RICCIO.ASSATO hauca la Volpe un fiume à nuoto,Et era à l'altra riua homai uicinaQuando restò piantata in certo loto.Et mentre ſi dibatte la meſchinaPiu si sommerge & dentro à quello intriga,Come la sorte sua ve la destina.Vana era alfin d'uscirne ogni fatica,Si che già stanca non si moue punto,..e di mosche l'assal copia nimica.Così l'un danno sopra l'altro giunto.Patì gran pezzo le beccate strane,Ch'el sangue tutto homai le hauean consunto.Venuto al fiume allhor da le sue taneIl Riccio del suo mal forte si duole:Et poi le dice con parole humane:Ch'egli ſi troua in punto, s'ella uuole,Di ſcacciarle le moſche allhor d'attorno,Co' spini suoi, come talhora suole:Poi che del fango, oue ella aspro soggiornoSuo malgrado facea, non potea trarlaSe ben s'affatticasse piu d'un giorno.Onde la Volpe à lui, che liberarlaCome amico uolea di tanto affanno,Gratie rendendo in cotal modo parla.Non far fratello: che poco più dannoFar mi pon queste homai di sangue piene,Di
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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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