DELLI DVE VASI.54VE uasi, ch'adoprar soglion le gentiDa cuocer le uiuande in sù la fiamma,Di terra l'uno, & l'altro di metallo,Scorrean nel mezo à la seconda un fiumePortati à galla da le rapide onde.Ma perche quel di terra assai più lieueScorrea sicuro; l'altro, che temeaPer la grauezza sua girsene al fondo,Cominciò con parole affettuoseA pregar l'altro in lusingheuol modo,Che d'aspettarlo non gli fusse graue:Et legatosi seco in compagniaVolesse far quel periglioso corso:Onde l'altro gli diè ſimil riſposta.Non m'è discaro l'esserti compagno;Ma l'eßerti uicin poco m'aggrada:Perche, s'auien che l'onda ruinosaA me scorrendo, ò à te percota il fiancoSi; che stando congiunti ad un ci urtiamo,Come allhor ſalua la tua forte ſcorciaTe renderà dal ſuo furor proteruo;Coſi la mia, che per ſe ſteſſa è frale,Ageuolmente fia rotta, e spezzata.Guardisi ogn un per tal esempio dunqueDi star uicino a chi è maggior di forze,Se brama da perigli esser lontano,Et nel suo stato ogn'hor uiuer sicuro.Non prattichi il basso huom sempre co'l grande.
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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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