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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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48DEL CERVO.L Ceruo si specchiaua intorno al fonte,E del bel don de le ramose cornaISi gloriaua di ſua altera fronte:E mentre quelle à uagheggiar pur torna,De le gambe si duol brutte e sottili,Qual non conformi à sua persona adorna.E le biasma e le sprezza come uiliRispetto al peso de le corna altero,Le quali ei ſtima nobili e gentili.Ma mentre egli dimora in tal pensiero,Ecco sentir di cani e cacciatoriDa un campo non lontan ſtrepito fiero.Onde gia uolto in fuga à tai romoriCorre ueloce entro un'antica seluaPer trarsi in quella di periglio fuori.Cosi fuggendo la paurosa beluaIn un momento tanto auanti passa,Che quasi nel suo centro si rinselua.ɛ mentre i cacciator lontani laſſaMercè de le sue gambe agili e presteGiunge oue una gran quercia i rami abbaſſa.Quiui le corna diuentar molesteA lui pur dianzi fuor di modo care,Che l'intricar tra quelle frondi infeste.Talche come al partir da l'acque chiareLe