36DEL CORVO E'L SERPENTE.L Coruo ſpinto da la fame il uoloITorse uerso un Serpente, che tra certiSaßi del mezo giorno al sol dormiua:E fra l'ugne ne'l prese, e uolea trarsiDe le ſue carni l'importuna fame:Ma quel presto destossi, e raggirandoL'ardito capo, che tre lingue uibra,Lo strinse sì col velenoso morso,Che lo traffiſſe di mortal ferita.Onde il Coruo sentito esser già presoDa lui, che suo prigione esser credea,Et mancarsi lo spirto adhor'adhora,Tra ſe medeſmo ſoſpirando diſſe.Misero a che son gionto? Ecco il guadagnoDel cibo, ch'io speraua essermi uita,Hauermi tratto di mia uita al fine.Così spesso n'auiene à l'uom, che intenteTutto al guadagno ſenza hauer rispettoDel mal, che del suo oprar ne senta altrui;ȣi mette à far ciò che'l ſuo cor gli detta:Perche talhor dal suo proprio guadagnoDanno gli naſce di tal cura pieno,Che lo conduce à miserabil fine.Spesso vn guadagno ingordo è danno espresso.
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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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