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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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DEL MVLO.N Mulo già, che d'abondante biadaBen paſciuto era; e ſi godeua lietoTutto, e lasciuo un dolce ocio giocondo,Entrò folle in pensier tanto superbo,Che tra se disse: Or qual di me piu forteViue animal in terra? io già fui figlioD'un possente corsier, che con la sellaD'argento, e con le briglie ornate d'oroVinceua ogn'altro piu ueloce al corſo,E gli huomini atterraua armati in guerra:E però tal esser conuegno anch'io.Auenne poi che bisognò correndoUn certo spatio di lungo caminoViaggio far a suo malgrado in fretta:& da principio cominciò ſuperboCorrer veloce come avesse l'ali,Ma non finì ſi toſto à un tratto d'arco,O poco piu lontan batter il corſo,Che stanco si sentì con tanto affanno,Che bisognò fermarsi, e prender lena.Allhora in tale stato gli ſouuenneAnchor d'eſſer de l'Aſina figliuolo,Poltro animale, e di tardezza pieno.Così l'uom nella prospera fortunaDiuien superbo, e non conosce maiLa debolezza del suo vil valore:

Che-