Druckschrift 
2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
327
Einzelbild herunterladen
 

LIBRO DUODECIMO.Tutte d'ambi gli eserciti le schiere:Ma la perfida spada in mezzo al colpoSi ruppe, e'n su'l fervore abbandonolloSì, che la fuga in sua vece gli valse;Ch'a fuggir diessi, tosto che la destraDisarmata si vide, e che da l'elseL'arme conobbe, che la sua non era.E fama, che da l'impeto accecatoAllor che prima a la battaglia uscendoGiunse Turno; i cavalli, e'l carro ascese;Per la confusione, e per la frettaLasciato il patrio brando, a quel di piglioDiè per disaventura, che d'avantiGli s'abbattè del suo Metisco in prima.E questo, finche dissipati, e rottiN'andaro i teucri, assai fedele, e saldoLungamente gli resse; ma venutoCon l'armi di Vulcano a paragone,Come quel che di mano era construttoDi mortal fabro; mal temprato, e fraleQual di ghiaccio si franse, e ne la sabbiaNe rifulsero i pezzi. E così TurnoFuggendo, or quinci, or quindi per lo campoQual forsennato indarno s'aggirava.*Xiiij

327