324 DELL'ENEIDERotolando si volge un sasso alpestro,Che dal vento, o da gli anni, o da la pioggiaDivelto, per le piaggie, a scosse, a balziVada senza ritegno: e de le selveE de gli armenti, e de' pastori insiemeMeni guasto, ruina, e strage avanti.Tal per l'opposte, e sbaragliate schiereSe ne gìa Turno. E giunto ove in conspettoDe la città, di molto sangue il campoEra gia sparso, e pien di dardi il cielo;Alzò la mano, e con gran voce disse:State rutoli a dietro, e voi latiniToglietevi da l'armi. Ogni fortunaQual ch'ella sia di questa pugna è mia.A me la colpa, a me si dee la penaDel violato accordo; a me per tuttiPugnar debitamente si conviene.A questo dir di mezzo ognun si tolse,Ognun si ritirò. Di Turno il nomeEnea ſentendo, il cominciato aſſaltoDismesse: e da le mura, e da le torri,E da tutte l'imprese si ritrasse.Per letizia essultò, terribilmenteFremè, si rassettò, si vibrò tutto
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