Druckschrift 
2 (1760) (1760)
Entstehung
Seite
156
Einzelbild herunterladen
 

156 DELL'ENEIDERatto tutti adunati, assisi, e cheti,Diss'egli in prima: cittadini eterniQual v'ha cagione a diſtornar rivoltiQuel ch'è gia stabilito? A chè tra voiCon tanta iniquità tanto contrasto?Non s'è da me gia proibito, e fermo,Che non deggian gli auſonj incontro a' teucriSorgere a l'armi? Che discordia è questa,Contra al divieto mio? Qual ha timoreA la guerra incitati o questi, o quelli?Tempo vi si darà ben degno alloraDi guerreggiar (non l'affrettate or voi)Che la fera Cartago aprirà l'alpiGrave a Roma portando exizio, e strage.Allora a gli odj, al sangue, a le rapineLarga vi si darà licenzia, e campo.Or lietamente la tenzone, e l'armiFermate, e sia tra voi concordia, e pace.Tal fece ragionando il gran monarcaBreve proposta. Ma non brevementeVenere in questa guisa gli rispose:Padre, e Re de' celesti, e de' mortaliEterna possa (e qual'altra maggioreS'implora altronde?) Ecco tu stesso vedi