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2 (1760) (1760)
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52 DELL'ENEIDEGran turba, e di villani, e d'aratori.L'ultima a la ressegna vien Camilla,Ch'era di volſca gente una donzella,Non di conocchia, o di ricami esperta,Ma d'armi, e di cavalli; e benche virgo,Di cavalieri, e di caterve armateGran condottiera, e ne le guerre avezza.Era fiera in battaglia, e lieve al corsoTanto, che quasi un vento sopra l'erbaCorrendo, non avrebbe anco de' fioriTocco, ne de l'ariste il sommo a pena.Non avrebbe per l'onde, e per gli fluttiDel gonfio mar non che le piante immerse,Ma ne pur tinte. Per veder costeiUſcian de' tetti, empiean le ſtrade, e i campiLe genti tutte, e 1 giovini, e le donneStavan con meraviglia, e con dilettoMirando, e vagheggiando quale andava,E qual sembrava. Come regiamenteD'ostro ornato avea'l tergo, e'l capo d'oro.E con che disprezzata leggiadrìaPortava un paſtoral nodoſo mirtoCon picciol ferro in punta. E con che graziaSe ne gìa d'arco, e di faretra armata.