la famolap.nile in turn essasarariſ:lta se ne venbi. Non fl.uanto
Giornata Seconda.sua fondatione l'hebbe cosi. Moltipii Napoletani, vedendo, che moltipoverelli miserabilmente moriva-no; essendo impotenti à spendere àmedici, & à medicine, instituironouna compagnia, con istituto d'andar cōtinuamēte attorno per il lo-ro Quartiere osservando, dove eranopoveri infermi, per sovvenirli; & àtale effetto eressero la detta Chie-sa, dove si fussero potuti adunare; epresso di detta Chiesa, un ampia, eben proveduta Farmacopea, ap-punto dove al presente si vede. FùPistituto approvato da Paolo Ter-zo; che l'arricchì d'infinite Indulgēze, inviandoli una tavola, dalla San-tità sua benedetta; dove stà espres-sa la Santissima Vergine, col suoFigliuolo in seno, e S. Gio: Battista:opera di Giulio Romano, che è l'i-stessa, che stà situata con molta ve-neratione nell'Altare maggiore. Poco doppo Paola Acquaviva, lasciònell'ultimo suo testamento à det-ta Confraternità docati 3000. conobli-Q.3