CANTO VIGESIMO.CXLIII.Tace; ed a' suoi custodi in cura dallo,E segue il corso poi de' fuggitivi.Fuggon quegli ai ripari, ed intervalloDalla morte trovar non ponno quivi.Preso è repente, e pien di strage il vallo:Corre di tenda in tenda il sangue in rivi,E vi macchia le prede, e vi corrompeGli ornamenti barbarici e le pompe.CXLIV.Così vince Goffredo; ed a lui tantoAvanza ançor della diurna luce,Ch'alla Città già liberata, al santoOstel di CRISTO i vincitor conduce.Nè pur deposto il sanguinoso manto,Viene al tempio con gli altri il sommo Duce:E qui l'arme sospende: e qui devotoIl gran sepolcro adora, e scioglie il voto.FINE.Tomo II.
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