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T. 2 (1771)
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CANTO VIGESIMO.XLVII.Poi che di sangue ostil si vede aspersoEntra in guerra Goffredo, e là si volveOve appresso vedea che il Duce PersoLe più ristrette squadre apre e dissolve:Sì che'l suo stuolo omai n'andria dispersoCome anzi l'Austro l'Africana polve.Ver lui si drizza, e i suoi sgrida e minaccia,E fermando chi fugge, assal chi caccia.XLVIII.Comincian qui le due feroci destrePugna, qual mai non vide Ida nè Xanto.Ma segue altrove aspra tenzon pedestreFra Baldovino e Muleasse intanto.Nè ferve men l'altra battaglia equestreAppresso il colle, all'altro estremo canto,Ove il barbaro Duce delle gentiPugna in persona, e seco ha i due potenti.XLIX.Il rettor delle turbe, e l'un RobertoFan crudel zuffa: e lor virtù s' agguaglia.Ma l'Indian dell'altro ha l'elmo aperto,E l'arme tuttavia gli fende e smaglia.Tisaferno non ha nemico certoChe gli sia paragon degno in battaglia;Ma scorre ove la calca appar più folta,E mesce varia uccisione e molta.Tomo II.

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