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T. 2 (1771)
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CANTO VIGESIMO.XVII.Quel Capitan che cinto d'ostro e d'oroDispon le squadre, e par sì fero in vista;Vinse forse talor l'Arabo, o'l Moro;Ma il suo valor non fia ch'a noi resista.Chè farà ( benchè saggio) in tanta loroConfusione e sì torbida e mista?Mal noto è, credo, e mal conosce i sui:Ed a pochi può dir: tu fosti, io fui.XVIII.Ma Capitano i' son di gente eletta:Pugnamino un tempo, e trionfammo insieme.E poscia un tempo a mio voler l'ho retta.Di chi di voi non so la patria e'l seme?Quale spada m'è ignota? o qual saetta,Benchè per l'aria ancor sospesa treme,Non saprei dir s'è Franca, o se d'Irlanda,E quale appunto il braccio è che la manda?XIX.Chiedo solite cose; ogn un quì sembriQuel medesmo ch'altrove i'l'ho già visto:E l'usato suo zelo abbia, e rimembriL'onor suo, l'onor mio, l'onor di CRISTO.Ite, abbattete gli empj, e i tronchi membriCalcate, e stabilite il santo acquisto.Chè più vi tegno a bada? assai distintoNegli occhj vostri il veggio; avete vinto.Tiv

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