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T. 2 (1771)
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CANTO VIGESIMO.V.Si prepara ciascun, della novellaLuce aspettando cupido il ritorno.Non fu mai l'aria sì serena e bella,Come all'uscir del memorabil giorno.L'alba lieta rideva, e parea ch'ellaTutti i raggj del Sole avesse intorno:E'l lume usato accrebbe, e senza veloVolle mirar l'opere grandi il Cielo.VI.Come vide spuntar l'aureo mattino,Mena fuori Goffredo il campo instrutto.Ma pon Raimondo intorno al PalestinoTiranno, e de' fedeli il popol tutto,Che dal paese di Soria vicinoA' suoi liberator s'era condutto:Numero grande, e pur non questo solo,Ma di Guasconi ancor lascia uno stuolo.VII.Vassene, e tal'è in vista il sommo Duce,Ch'altri certa vittoria indi presume.Novo favor del Cielo in lui riluce,E'l fa grande ed augusto oltra il costume.Gli empie d'onor la faccia, e vi riduceDi giovinezza il bel purpurco lume:E nell' atto degli occhj e delle membraAltro che mortal cosa egli rassembra.T ij

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