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CANTO DECIMONONO.LXXXIX.E perchè fra' Pagani anco risassiCh'io so vostri usi, ed arme, e sopravveste;Fer che le false insegne io divisassi,E fui costretta ad opere moleste.Queste son le cagion che'l campo 10 lassi:Fuggo l'imperiose altrui richieste.Schivo ed abborro in qual si voglia modoContaminarmi in atto alcun di frodo.XC.Queste son le cagion, ma non già sole;E qui si tacque, e di rossor si tinse,E chinò gli occhj, e l'ultime paroleRitener volle, e non ben le distinse.Lo scudier, che da lei ritrar pur vuoleCiò ch'ella vergognando in se ristrinse,Di poca fede, disse, or perchè celeLe più vere cagioni al tuo fedele?XCI.Ella dal petto un gran sospiro apriva,E parlava con suon tremante e roco:Mal guardata vergogna intempestiva,Vattene omai; non hai tu qui più loco.A chè pur tenti, o in van ritrosa e schiva,Celar col foco tuo d'amore il foco?Debiti fur questi rispetti innante;Non or, che fatta son donzella errante.Tomo II.