CANTO DECIMONONO.XI.È di corpo Tancredi agile e sciolto,E di man velocissimo, e di piede.Sovrasta a lui con l'alto capo, e moltoDi grossezza di membra Argante eccede.Girar Tancredi inchino, e in se raccoltoPer avventarsi, e sottentrar si vede:E con la spada sua la spada trovaNemica, e in disviarla usa ogni prova.XII.Ma disteso ed eretto il fero ArganteDimostra arte simile, atto diverso.Quanto egli può va col gran braccio innante:E cerca il ferro no, ma il corpo avverso;Quel tenta aditi novi in ogni instante:Questi gli ha il ferro al volto ogn'or converso.Minaccia, e intento a proibirgli stassiFurtive entrate, e subiti trapassi.XIII.Così pugna naval, quando non spiraPer lo piano del mare Africo o Noto,Fra due legni ineguali egual si mira;Ch'un d'altezza preval, l'altro di moto.L'un con volte e rivolte assale e giraDa prora a poppa: e si sta l'altro immoto;E quando il più leggier se gli avvicina,D'alta parte minaccia alta ruina.Qiv
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