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T. 2 (1771)
Entstehung
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229
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CANTO DECIMOTTAVO.LXV.Non è la turba di Soria già lentaA trasportarne là molte difese,Ove il Buglion le machine appresentaDa quella parte, ove primier l'attese.Ma il Capitan, ch a tergo aver rammentaL'oste d'Egitto, ha quelle vie già prese.E Guelfo, e i due Roberti a se chiamati:State, dice, a cavallo in sella armati.LXVI.E procurate voi che mentre ascendoColà dove quel muro appar men forte,Schiera non sia che subita venendoS'atterghi agli occupati, e guerra porte.Tacque; e già da tre lati assalto orrendoMovon le tre sì valorose scorte.E da tre lati ha il Re sue genti opposte:Chè riprese quel dì l'arme deposte.LXVII.Egli medesmo al corpo omai tremantePer gli anni, e grave del suo proprio pondo,L'arme, che disusò gran tempo innante,Circonda, e se ne va contra Raimondo.Solimano a Goffredo, e'l fero ArganteAl buon Camillo oppon, che di BoemondoSeco ha il nipote: e lui fortuna or guida,Perchè'l nemico a se dovuto uccida.P iij