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T. 2 (1771)
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CANTO DECIMOTTAVO.XLI.Vassi all'antica selva: e quindi è toltaMateria tal qual buon giudizio elesse.E benchè oscuro fabbro arte non moltaPor nelle prime machine sapesse;Pur artefice illustre a questa voltaÈ colui ch'alle travi i vinchi intesse;Guglielmo, il Duce Ligure, che priaSignor del mare corseggiar solía.XLII.Poi sforzato a ritrarsi, ei cesse i regniAl gran navigio Saracin de mari.Ed ora al campo conducea dai legniE le marittime arme, e i marinari.Ed era questi infra 1 più industri ingegniNe meccanici ordigni uom senza pari.E cento seco avea fabbri minori,Di ciò ch'egli disegna esecutori.XLIII.Costui non solo incominciò a comporreCatapulte, baliste, ed arieti;Onde alle mura le difese torrePossa, e spezzar le sode alte pareti;Ma fece opra maggior: mirabil torre,Ch'entro di pin tessuta era, e d'abeti;E nelle cuoja avvolto ha quel di fuore,Per ischermirsi da lanciato ardore.

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