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T. 2 (1771)
Entstehung
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215
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CANTO DECIMOTTAVO.XXIII.Dove in passando le vestigia ei posa,Par ch'ivi scaturisca, o che germoglie.Là s'apre il giglio, e qui spunta la rosa;Quì sorge un fonte, ivi un ruscel si scioglic.E sovra, e intorno a lui la selva annosaTutta parea ringiovenir le foglie.S'ammolliscon le scorze, e si rinverdePiù lietamente in ogni pianta il verde.XXIV.Rugiadosa di manna era ogni fronda,E distillava dalle scorze il mele.E di nuovo s udia quella giocondaStrana armonia di canto, e di querele.Ma il coro uman ch'ai cigni, all'aura, all'ondaFacea tenor, non sa dove si cele:Non sa veder chi formi umani accenti,Nè dove siano i musici stromenti.XXV.Mentre riguarda, e fede il pensier negaA quel che'l senso gli offeria per vero;Vede un mirto in disparte, e là si piega,Ove in gran piazza termina un sentiero.L'estranio mirto i suoi gran rami spiega,Più del cipresso e della palma, altero:E sovra tutti gli alberi frondeggia:Ed ivi par del bosco esser la reggia.O iv