CANTO DECIMOSETTIMO. 197LXXI.Contra il gran fiume, che in diluvio ondeggia,Muniasi, e quindi la Città sorgeaChe ne' futuri secoli la reggiaDe' magnanimi Estensi esser dovea.Par che rompa gli Alani: e che si veggiaContra Odoacro aver poi sorte rea:E morir per l'Italia. O nobil morte,Che dell'onor paterno il fa consorte!LXXII.Cader seco Alforisio: ire in esiglioAzzo si vede, e 'l suo fratel con esso:E ritornar con l'arme, e col consiglioDapoi che fu il Tiranno Erulo oppresso.Trafitto dì saetta il destro ciglio,Segue l'Estense Epaminonda appresso:E par lieto morir; poscia che 'l crudoTotila è vinto, e salvo il caro scudo.LXXIII.Di Bonifacio parlo: e fanciullettoPremea Valerian l'orme del padre:Già di destra viril, viril di pettoCento nol sostenean Gotiche squadre.Non lunge ferocissimo in aspettoFea contra Schiavi Ernesto opre leggiadre.Ma innanzi a lui l'intrepido AldoardoDa Monselce escludeva il Re Lombardo.N iij
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