CANTO DECIMOSETTIMO. 19LXV.Vedrai degli avi il divulgato onore,Lunge precorso in luogo erto e solingo:Tu dietro anco riman, lento cursorePer questo della gloria illustre arringo.Su su, te stesso incita: al tuo valoreSia sferza e spron quel ch'io colà dipingo.Così diceva; e'l cavaliero affisseLo sguardo là, mentre colui sì disse.LXVI.Con sottil magistero, in campo angusto,Forme infinite espresse il fabbro dotto.Del sangue d'Azzio glorioso augustoL'ordin vi si vedea nulla interrotto.Vedeasi dal Roman fonte vetustoI suoi rivi dedur puro e incorrotto.Stan coronati i Principi d'alloro:Mostra il Vecchio le guerre, e i pregj loro.LXVII.Mostragli Cajo, allor ch'a strane gentiVa prima in preda il già inclinato impero,Prendere il fren de' popoli volenti,E farsi d'Este il Principe primiero;Ed a lui ricovrarsi i men potentiVicini, a cui rettor facea mestiero;Poscia quando ripassa il varco notoAgl'inviti d'Onorio il fero Goto;Ni
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