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T. 1 (1771)
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CANTONONO.XCV.Ma chi dà legge al volgo, ed ammaestraLa viltade e'l timor? la fuga è presa.Altri gitta lo scudo, altri la destraDisarma: impaccio è il ferro, e non difesa.Valle è tra il piano e la Città, ch'alpestraDall'Occidente al Mezzogiorno è stesa;Quì fuggon' essi, e si rivolge oscuraCaligine di polve inver le mura.XCVI.Mentre ne van precipitosi al chino,Strage d'essi i Cristiani orribil fanno;Ma poscia che, salendo, omai vicinoL'ajuto avean del barbaro tiranno,Non vuol Guelfo d'alpestro erto camminoCon tanto suo svantaggio, esporsi al danno;Ferma le genti, e 'l Re le sue riserra,Non poco avanzo d'infelice guerra.XCVII.Fatto intanto ha il Soldan ciò che è concessoFare a terrena forza, or più non puote;Tutto è sangue e sudore, e un grave e spessoAnelar gli ange il petto, e i fianchi scuote.Langue sotto lo scudo il braccio oppresso;Gira la destra il ferro in pigre rote;Spezza, e non taglia, e divenendo ottuso,Perduto il brando omai di brando ha l'uso.

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