CANTONONO.297LXXVII.Non regger voi degli elmi e degli scudiSete atti il peso, o'l petto armarvi e'l dorso;Ma commettete, paventosi e nudi,I colpi al vento, e la salute al corso.L'opere vostre, e i vostri egregj studjNotturni son: dà l'ombra a voi soccorso.Or ch'ella fugge, chi fia vostro schermo?D'arme è ben d'uopo, e di valor più fermo.LXXVIII.Così parlando ancor diè per la golaAd Algazel di sì crudel percossa,Che gli secò le fauci, e la parolaTroncò ch'alla risposta era già mossa.A quel meschin subito orrore involaIl lume, e scorre un duro gel per l'ossa.Cade, e co' denti l'odiosa terra,Pieno di rabbia, in sul morire afferra.LXXIX.Quinci per varj casi; e Saladino,Ed Agricalte, e Muleasse uccide:E dall'un fianco all'altro a lor vicinoCon esso un colpo Aldiazil divide.Trafitto a sommo il petto AriadinoAtterra, e con parole aspre il deride.Ei gli occhj gravi alzando, alle orgoglioseParole, in sul morir, così rispose:
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