CANTONONO.LIII.Non meno intanto son feri i litigDall'altra parte, e i guerrier folti e densi.Mille nuvole e più d'Angioli stigTutti han pieni dell'aria 1 campi immensi,E dan forza ai Pagani; onde i vestigNon è chi indietro di rivolger pensi.E la face d'inferno Argante infiamma,Acceso ancor della sua propria fiamma.LIV.Egli ancor dal suo lato in fuga mosseLe guardie, e ne ripari entrò d'un salto.Di lacerate membra empiè le fosse,Appianò il calle, agevolò l'assalto:Sicchè gli altri il seguiro, e fer poi rosseLe prime tende di sanguigno smalto.E seco a par Clorinda, o dietro pocoSen gía, sdegnosa del secondo loco.LV.E già fuggiano i Franchi, allor che quiviGiunse Guelfo opportuno, e 'l suo drappello:E volger fè la fronte ai fuggitivi,E sostenne il furor del popol fello.Così si combatteva, e 'l sangue in riviCorrea egualmente in questo lato e in quello.Gli occhj frattanto alla battaglia rea,Dal suo gran seggio, il Re del Ciel volgea.Tomo I.
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