CANTONONO.XLI.Albazar con la mazza abbatte Ernesto:Sotto Algazel cade Engerlan di spada.Ma chi narrar potria quel modo o questoDi morte, e quanta plebe ignobil cada?Sin da que primi gridi erasi destoGoffredo, e non istava intanto a bada.Già tutto è armato, e già raccolto un grosseDrappello ha seco, e già con lor s'è mosso.XLII.Egli, che dopo il grido udì il tumultoChe par che sempre più terribil suoni,Avvisò ben che repentino insultoEsser dovea degli Arabi ladroni:Chè già non era al Capitano occultoCh'essi intorno scorrean le regioni;Benchè non istimò che sì fugaceVolgo, mai fosse d'assalirlo audace.XLIII.Or mentre egli ne viene, ode repenteArme arme replicar dall'altro lato:Ed in un tempo il Cielo orribilmenteIntonar di barbarico ululato.Questa è Clorinda che del Re la genteGuida all' assalto, ed have Argante a lato.Al nobil Guelfo, che sostien sua vice,Allor si volge il Capitano, e dice:
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