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T. 1 (1771)
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275
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CANTONONO.275XI.Non ci aspetta egli e non ci teme, e sprezzaGli Arabi, ignudi in vero e timorosi:Nè creder mai potrà che gente avvezzaAlle prede alle fughe, or cotanto osi:Ma fieri gli farà la tua fierezzaContra un campo che giaccia inerme, e posi.Così gli disse; e le sue furie ardentiSpirogli al seno, e si mischiò tra' venti.XII.Grida il Guerrier, levando al Ciel la mano,O tu, che furor tanto al cor m' irritiNed uom sei già, sebben sembiante umanoMostrasti; ecco io ti seguo ove m' inviti.Verrò, farò là monti ov'ora è piano;Monti d'uomini estinti, e di feriti:Farò fiumi di sangue. Or tu sia meco,E reggi l'arme mie per l'aer cieco.XIII.Tace, e senza indugiar le turbe accoglie,E rincora parlando il vile e 'l lento:E nell' ardor delle sue stesse voglieAccende il campo a seguitarlo intento.Dà il segno Aletto della tromba, e scioglieDi sua man propria il gran vessillo al vento.Marcia il campo veloce, anzi sì corre,Che della fama il volo anco precorre.S ij