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T. 1 (1771)
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264 LA GERUSALEMMELXVIII.Ma chè cerco argomenti? il Cielo io giuro,Il Ciel che n ode, e ch ingannar non lice;Ch'allor che si rischiara il mondo oscuro,Spirito errante il vidi ed infelice.Che ſpettacolo, oimè, crudele e duro!Quai frode di Goffredo a noi predice!Io'l vidi, e non fu sogno: e ovunque or miri,Par che dinanzi agli occhj miei s aggiri.LXIX.Or che faremo noi? dee quella mano,Che di morte sì ingiusta è ancora immonda,Reggerci sempre? o pur vorrem lontanoGirne da lei dove l'Eufrate inonda?Dove a popolo imbelle in fertil pianoTante ville e città nutre, e feconda:Anzi a noi pur; nostre saranno, io spero,Nè co' Franchi comune avrem l'impero.LXX.Andianne, e resti invendicato il sangue(Se così parvi) illustre ed innocente.Benchè se la virtù, che fredda langue,Fosse ora in voi, quanto dovrebbe, ardente;Questo, che divorò pestifero angueIl pregio e 'l fior della Latina gente,Daria con la sua morte, e con lo scempioAgli altri mostri memorando esempio.