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T. 1 (1771)
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CANTO OTTAVO.XXXV.Onde piace là su, che s or la parteDal suo primo signore acerba morte,Oziosa non resti in questa parte;Ma di man passi in mano ardita e forte,Che l'usi poi con egual forza ed arte;Ma più lunga stagion con lieta sorte:E con lei faccia, perchè a lei s'aspetta,Di chi Sveno le uccise aspra vendetta.XXXVI.Soliman Sveno uccise, e SolimanoDee per la spada sua restarne ucciso.Prendila dunque, e vanne ove il CristianoCampo fia intorno all'alte mura assiso;E non temer che nel paese estranoTi sia il sentier di novo anco preciso;Chè t'agevolerà per l'aspra viaL'alta destra di lui ch or là t invia.XXXVII.Quivi egli vuol che da cotesta voce,Che viva in te serbò, si manifestiLa pietate, il valor, l'ardir feroceChe nel diletto tuo Signor vedesti;Perchè a segnar della purpurea CroceL'arme, con tale esempio, altri si desti:Ed ora, e dopo un corso anco di lustriInfiammati ne sian gli animi illustri.

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