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T. 1 (1771)
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spegi

CANTO SETTIMO.XXXV.Turbossi, udendo il glorioso nome,L'empio guerriero, e scolorissi in viso.Pur celando il timor, gli disse: or comeMisero, vieni ove rimanga ucciso?Quì saran le tue forze oppresse e dome,E questo altero tuo capo reciso:E manderollo ai Duci Franchi in donoS'altro da quel che soglio oggi non sono.XXXVI.Così dice il Pagano; e perchè il giornoSpento era omai, sì che vedeasi appena;Apparir tante lampade d'intorno,Che ne fu l'aria lucida e serena.Splende il castel, come in teatro adornoSuol fra notturne pompe altera scena:Ed in eccelsa parte Armida siede,Onde, senz esser vista, ed ode e vede.XXXVII.Il magnanimo eroe frattanto apprestaAlla fera tenzon l'arme e l'ardire:Nè sul debil cavallo assiso resta,Già veggendo il nemico a piè venire.Vien chiuso nello scudo, e l'elmo ha in testa,La spada nuda, e in atto è di ferire.Gli move incontra il Principe feroceCon occhj torvi, e con terribil voce.O ij

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