III
CANTO SETTIMO.XXIX.Suona il corriero in arrivando il corno,E tosto giù calar si vede un ponte.Quando Latin sia tu, qui far soggiornoPotrai, gli dice, infin che 'l Sol rimonte;Chè questo loco, e non è il terzo giorno,Tolse ai Pagani di Cosenza il Conte.Mira il loco il Guerrier, che d'ogni parteInespugnabil fanno il sito e l'arte,XXX.Dubita alquanto poi ch'entro sì forteMagione alcuno inganno occulto giaccia.Ma come avvezzo ai rischj della morte,Motto non fanne, e nol dimostra in faccia;Ch'ovunque il guidi elezione o sorte,Vuol che sicuro la sua destra il faccia.Pur l'obbligo ch'egli ha d'altra battaglia,Fa che di nova impresa or non gli caglia.XXXI.Sicchè incontra al castello, ove in un pratoIl curvo ponte si distende e posa,Ritiene alquanto il passo, ed invitatoNon segue la sua scorta insidiosa.Sul ponte intanto un cavaliero armatoCon sembianza apparia fera e sdegnosa;Ch'avendo nella destra il ferro ignudo,In suon parlava minaccioso e crudo.Tomo I.
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