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T. 1 (1771)
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200 LA GERUSALEMME11.Qual dopo lunga e faticosa cacciaTornansi mesti ed anelanti i caniChe la fera perduta abbian di traccia,Nascosa in selva dagli aperti piani;Tal pieni d'ira e di vergogna in facciaRiedono stanchi i cavalier Cristiani.Ella pur fugge, e timida e smarritaNon si volge a mirar s'anco è seguita.III.Fuggì tutta la notte, e tutto il giornoErrò senza consiglio e senza guida,Non udendo o vedendo altro d'intornoChe le lagrime sue, che le sue strida.Ma nell' ora che 'l Sol dal carro adornoScioglie i corsieri, e in grembo al mar s'annida,Giunse del bel Giordano alle chiare acque,E scese in riva al fiume, e qui si giacque.IV.Cibo non prende già, chè de' suoi maliSolo si pasce, e sol di pianto ha sete:Ma'l sonno, che de' miseri mortaliÈ col suo dolce oblio posa e quiete,Sopì co' sensi i suoi dolori, e l'aliDispiegò sovra lei placide e chete:Nè però cessa Amor, con varie forme,La sua pace turbar mentre ella dorme.