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T. 1 (1771)
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CANTO SESTO.CVII.Come volle sua sorte, assai viciniMolti guerrier disposti avean gli aguati:En eran duci due fratel LatiniAlcandro, e Poliferno: e fur mandatiPer impedir che dentro, ai Saracini,Gregge non siano e non sian buoi menati!E se'l servo passò, fu perchè torsePiù lunge il passo, e rapido trascorse.CVIII.Al giovin Poliferno, a cui fu il padreSugli occhj suoi già da Clorinda ucciso,Viste le spoglie candide e leggiadre,Fu di veder l'alta Guerriera avviso,E contra le irritò le occulte squadre:Nè frenando del cor moto improviso(Com era in suo furor subito e folleGridò: sei morta, e l'asta invan lanciolle.CIX.Siccome cerva, ch'assetata, il passoMova a cercar d'acque lucenti e vive,Ove un bel fonte distillar da un sasso,O vide un fiume tra frondose rive;Se incontra i cani allor che'l corpo lassoRistorar crede all'onde, all'ombre estive;Volge indietro fuggendo, e la pauraLa stanchezza obliar face, e l'arsura.Nij

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