CANTO SESTO.CI.E seppe in guisa oprar, ch'amicamenteEntro ai chiusi ripari ei fu raccolto:E poi condotto al cavalier giacenteChe l'ambasciata udì con lieto volto.E già lasciando ei lui, che nella menteMille dubbj pensieri avea rivolto,Ne riportava a lei dolce risposta;Ch'entrar potrà, quanto più lice, ascosta.CII.Ma ella intanto impaziente, a cuiTroppo ogni indugio par nojoso e greve,Numera fra se stessa 1 passi altrui,E pensa: or giunge, or entra, or tornar deve.E già le sembra, e se ne duol, coluiMen del solito assai spedito e leve.Spingesi alfine innanzi, e'n parte ascendeOnde comincia a diſcoprir le tende.CIII.Era la notte, e 'I suo stellato veloChiaro spiegava e senza nube alcuna:E già spargea rai luminosi, e geloDi vive perle la sorgente Luna.L'innamorata Donna iva col CieloLe sue fiamme sfogando ad una ad una:E secretarj del suo amore anticoFea i muti campi, e quel silenzio amico.Tomo I.N
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