CANTO SESTO.XVII.E poi che giunse alla regal presenzaDel Principe Goffredo, e de' Baroni,Chiese: o Signore, ai messaggier licenzaDassi tra voi di liberi sermoni?Dassi, rispose il Capitano, e senzaAlcun timor la tua proposta esponi.Riprese quegli: or si parrà, se grataO formidabil sia l'alta ambasciata.XVIII.E seguì poscia, e la disfida esposcCon parole magnifiche, ed altere.Fremer s'udiro, e si mostrar sdegnoseAl suo parlar quelle feroci schiere:E senza indugio il pio Buglion rispose:Dura impresa intraprende il cavaliere:E tosto io creder vuò, che gliene increscaSì, che d'uopo non fia che 'l quinto n'esca.XIX.Ma venga in prova pur, che d'ogn'oltraggioGli offero campo libero e sicuro;E seco pugnerà senza vantaggioAlcun de miei campioni: e così giuro.Tacque; e tornò il Re d'arme al suo viaggioPer l'orme, ch'al venir calcate furo:E non ritenne il frettoloso passo,Finchè non diè risposta al fier Circasso.L iij
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