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T. 1 (1771)
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CANTO QUINTO.LIII.Ma Guelfo, poi che'l giovine feroce,Affrettato al partir, preso ha congedo;Quivi non bada, e se ne va veloceOve egli stima ritrovar Goffredo.Il qual, come lui vede, alza la voce;Guelfo, dicendo, appunto or te richiedo:E mandato ho pur ora in varie partiAlcun de nostri araldi a ricercarti.LIV.Poi fa ritrarre ogn altro, e in basse noteRicomincia con lui grave sermone:Veracemente, o Guelfo, il tuo nipoteTroppo trascorre, ov' ira il cor gli sprone;E male addursi, a mia credenza, or puoteDi questo fatto suo giusta cagione.Ben caro avrò, che la ci rechi tale;Ma Goffredo con tutti è Duce eguale.LV.E sarà del legittimo e del drittoCustode in ogni caso e difensore;Serbando sempre, al giudicare, invittoDalle tiranne passioni il core.Or se Rinaldo a violar l'editto,E della disciplina il sacro onoreCostretto fu, come alcun dice; ai nostriGiudicj venga ad inchinarsi, e 'l mostri.Tomo I.K.

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