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T. 1 (1771)
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CANTO QUINTO.XLVII.Ah non per Dio: vinci te stesso, e spogliaQuesta feroce tua mente superba.Cedi: non fia timor, ma santa voglia,Ch'a questo ceder tuo palma si serba.E se pur degna, ond'altri esempio toglia,È la mia giovinetta etade acerba;Anch'io fui provocato, e pur non venniCo' fedeli in contesa, e mi contenni.XLVIII.Ch'avendo io preso di Cilicia il regno,E l'insegne spiegatevi di Cristo;Baldovin sopraggiunse, e con indegnoModo occupollo, e ne fè vile acquisto:Chè, mostrandosi amico ad ogni segno,Del suo avaro pensier non m'era avvisto;Ma con l'arme però di ricovrarloNon tentai poscia, e forse i' potea farlo.XLIX.E se pur anco la prigion ricusi,E i laccj schivi quasi ignobil pondo:E seguir vuoi l'opinioni e gli usi,Che per leggi d'onore approva il mondo;Lascia qui me ch'al Capitan ti scusi;Tu in Antiochia vanne a Boemondo:Chè di sopporti, in questo impeto primo.A' suoi giudicj assai sicuro stimo.

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