CANTOUINTO.Dunque lo starne o'l girne i' son contentoChe dal vostro piacer libero penda.Ben vuò che pria facciate al Duce spentoSuccessor nuovo, e di voi cura ei prenda:E tra voi scelga i dieci a suo talento;Non già di dieci il numero trascenda,Ch'in questo il sommo imperio a me riservo:Non fia l'arbitrio suo per altro servo.VI.Così disse Goffredo; e 'I suo germanoConsentendo ciascun, risposta diede:Siccome a te conviensi, o Capitano,Questa lenta virtù che lunge vedeCosì il vigor del core e della mano,Quasi debito a noi, da noi si chiede:E saria la matura tarditate,Ch'in altri è provvidenza, in noi viltate.VII.E poichè 'I rischio è di sì leve dannoPosto in lance col pro, che 'l contrappesa;Te permettente, i dieci eletti andrannoCon la Donzella all' onorata impresa.Così conclude; e con sì adorno ingannoCerca di ricoprir la mente accesaSotto altro zelo: e gli altri anco d'onoreFingon desio, quel ch'è desio d'amore.Tomo I.
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