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CANTO TERZO.LIX.Veramente è costui nato all'impero,Sì del regnar, del comandar sa l'arti:E non minor che Duce è Cavaliero;Ma del doppio valor tutte ha le parti.Nè fra turba sì grande uom più guerriero,O più saggio di lui potrei mostrarti.Sol Raimondo in consiglio, ed in battagliaSol Rinaldo e Tancredi a lui s agguaglia.LX.Risponde il Re pagan: ben ho di luiContezza, e'l vidi alla gran corte in Francia,Quand' io d'Egitto messaggier vi fui:E'l vidi in nobil giostra oprar la lancia.E sebben gli anni giovinetti suiNon gli vestian di piume ancor la guancia,Pur dava, ai detti all'opre alle sembianze,Presagio omai d'altissime speranze.LXI.Presagio ahi troppo vero! e qui le cigliaTurbate inchina, e poi le innalza, e chiede:Dimmi chi sia colui ch'ha pur vermigliaLa sopravveste, e seco a par si vede.O quanto di sembianti a lui simiglia,Sebben alquanto di statura cede.E Baldovin, risponde, e ben si scopreNel volto a lui fratel, ma più nell'opre.F iv
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