CANTO TERZO.XI.I semplici fanciulli, e i vecchj inermi,E'l volgo delle donne sbigottiteChe non sanno ferir, nè fare schermi,Traean supplici e mesti alle Meschite.Gli altri di membra, e d'animo più fermiGià frettolosi l'arme avean rapite.Accorre altri alle porte, altri alle mura:Il Re va intorno, e 'l tutto vede e cura.XII.Gli ordini diede, e poscia ei si ritrasseOve sorge una torre infra due porte,Sicch'è presso al bisogno; e son più basseQuindi le piagge, e le montagne scorte.Volle che quivi seco Erminia andasse:Erminia bella, ch ci raccolse in corte,Poi ch'a lei fu dalle Cristiane squadrePresa Antiochia, e morto il Re suo padre.XIII.Clorinda intanto incontra ai Franchi è gita:Molti van seco, ed ella a tutti è innante.Ma in altra parte, ond' è secreta uscita,Sta preparato alle riscosse Argante.La generosa i suoi seguaci incitaCo detti, e con l'intrepido sembiante:Ben con alto principio a noi conviene,Dicea, fondar dell'Asia oggi la spene.Eiv
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