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CANTO SECONDO.LXXXIX.Indi il suo manto per lo lembo prese,Curvollo, e fenne un seno, e 'l seno sporto,Così pur anco a ragionar riprese,Via più che prima dispettoso e torto:O sprezzator delle più dubbie imprese,E guerra, e pace in questo sen t apporto:Tua sia l'elezione; or ti consigliaSenz'altro indugio, e qual più vuoi, ti piglia.XC.L'atto fiero, e'l parlar tutti commosseA chiamar guerra in un concorde grido;Non attendendo che risposto fosseDal magnanimo lor Duce Goffrido.Spiegò quel crudo il seno, e 'l manto scosse,Ed a guerra mortal, disse, vi sfido.E'l disse in atto sì feroce ed empio,Che parve aprir di Giano il chiuso tempio.XCI.Parve ch'aprendo il seno, indi traesseIl furor pazzo, e la discordia fera;E che negli occhj orribili gli ardesseLa gran face d'Aletto e di Megera.Quel grande già, che incontra il cielo eresseL'alta mole d'error, forse tal era;E in cotal atto il rimirò BabelleAlzar la fronte, e minacciar le stelle.
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