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T. 1 (1771)
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54 LA GERUSALEMMELXII.O degno sol, cui d'ubbidire or degniQuesta adunanza di famosi eroi,Che per l'addietro ancor le palme e i regniDa te conobbe, e dai consiglj tuoi.Il nome tuo, che non riman tra i segniD'Alcide, omai risuona anco fra noi:E la fama d'Egitto in ogni parteDel tuo valor chiare novelle ha sparte.LXIII.Nè v'è fra tanti alcun che non le ascolte,Come egli suol le maraviglie estreme;Ma dal mio Re con istupore accolteSono non sol, ma con diletto insieme:E s' appaga in narrarle anco più volte,Amando in te ciò ch'altri invidia e teme.Ama il valore, e volontario eleggeTeco unirsi d'amor, se non di legge.LXIV.Da sì bella cagion dunque sospinto,L' amicizia e la pace a te richiede;E 'l mezzo, onde l'un resti all'altro avvinto,Sia la virtù, s'esser non può la fede.Ma perchè inteso avea che t'eri accintoPer iscacciar l'amico suo di sede;Volle, pria ch'altro male indi seguisse,Ch'a te la mente ſua per noi s'apriſſe.