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T. 1 (1771)
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al corso

CANTO SECONDO.XLI.Viene or costei dalle contrade Perse,Perchè ai Cristiani a suo poter resista;Bench altre volte ha di lor membra asperseLe piagge, e l'onda di lor sangue ha mista.Or quivi in arrivando a lei s'offerseL'apparato di morte a prima vista.Di mirar vaga, e di saper qual falloCondanna i rei, sospinge oltre il cavallo.XLII.Cedon le turbe, e i duo legati insiemeElla si ferma a riguardar dappressoMira che l'una tace, e l'altro geme,E più vigor mostra il men forte sesso.Pianger lui vede in guisa d'uom, cui premePietà, non doglia, o duol non di se stesso:E tacer lei con gli occhj al ciel sì fisa,Ch'anzi'l morir par di quaggiù divisa.XLIII.Clorinda intenerissi, e si condolseD' ambeduo loro, e lacrimonne alquanto.Pur maggior sente il duol per chi non duolse,Più la move il silenzio, e meno il pianto.Senza troppo indugiare ella si volseAd un uom che canuto avea daccanto.Deh dimmi, chi son questi? ed al martoroQual gli conduce o sorte, o colpa loro?

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