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T. 1 (1771)
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CANTO SECONDO.XXXV.Ed oh mia morte avventurosa appieno!O fortunati miei dolci martirj!S' impetrerò che giunto seno a seno,L'anima mia nella tua bocca io spiri;E venendo tu meco a un tempo meno,In me fuor mandi gli ultimi sospiri.Così dice piangendo; ella ripigliaSoavemente, e in tai detti il consiglia:XXXVI.Amico, altri pensieri, altri lamentiPer più alta cagione il tempo chiede.Chè non pensi a tue colpe? e non rammentiQual Dio prometta ai buoni ampia mercede?Soffri in suo nome, e fian dolci i tormenti.E lieto aspira alla superna sede.Mira il Ciel com'è bello, e mira il Sole,Ch'a sè par che n'inviti, e ne console.XXXVII.Quì il volgo de' Pagani il pianto estolle:Piange il fedel, ma in voci assai più basse.Un non so chè d'inusitato e mollePar che nel duro petto al Re trapasse.Ei presentillo, e si sdegnò; nè vollePiegarsi, e gli occhj torse, e si ritrasse.Tu sola il duol comun non accompagni,Sofronia, e pianta da ciascun non piagni.

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