CANTO PRIMO.LXXXIX.Tempra dunque il fellon la rabbia insana:Anzi altrove pur cerca ove la sfoghi;I rustici edifizj abbatte e spiana,E dà in preda alle fiamme i culti luoghi;Parte alcuna non lascia integra o sana,Onde il Franco si pasca, ove s alloghi.Turba le fonti e i rivi, e le pure ondeDi veneni mortiferi confonde.XC.Spietatamente è cauto: e non obbliaDi rinforzar Gerusalem frattanto.Da tre lati fortissima era pria:Sol verso Borea è men sicura alquanto.Ma da' primi sospetti ei le muniaD'alti ripari il suo men forte canto;Ev accogliea gran quantitade, in fretta,Di gente mercenaria e di soggetta.
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