28 LA GERUSALEMMELXXX.E questi che son tutti insieme unitiCon saldissimi laccj in un volere,S' eran carchi, e provvisti in varj litiDi ciò ch'è d'uopo alle terrestri schiere:Le quai trovando liberi e sfornitiI passi de' nemici alle frontiere;In corso velocissimo sen vannoLà've Cristo soffrì mortale affanno.LXXXI.Ma precorsa è la fama apportatriceDe' veraci romori, e de' bugiardi:Ch unito è il campo vincitor felice:Che già s'è mosso, e che non è chi'l tardi:Quante e quai sian le squadre ella ridice:Narra il nome, e 'l valor de' più gagliardi:Narra i lor vanti, e con terribil facciaGli usurpatori di Sion minaccia.LXXXII.E l'aspettar del male è mal peggioreForse, che non parrebbe il mal presente;Pende ad ogn' aura incerta di romoreOgni orecchia sospesa, ed ogni mente:E un confuso bisbiglio, entro e di fuore,Trascorre i campi, e la città dolente.Ma il vecchio Re ne' già vicin periglVolge nel dubbio cor feri consiglj.
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