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2 (1884) 1582 - 1586
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31 . März s i e offerto d'entrare in lega con questi principi et contribuire al10 April p ar0 (j e ciascun di loro, senza astringere li collegati ad alcunasorte de difesa per li suoi stati et all' incontro esser tenuto atutto, perö. con questa riserva, che non debbino andare contra delüi, ma prestare aiuto de genti a S. M. pagandole, conforme alleconstitutioni dell'imperio; et li ministri del re affermauo che saräsempre pronto a compire a questa proferta. Et quando S. S lädestinö qul Mons r Sega nontio estraordinario per andar dalli prin-cipi cattolici di Germania, si scorge hora, che non senza misteriol'imperatore se le oppose, et il papa, con dechiarirlo nontio ordi-nario et dire che non portava altra commissione che di residente,lo fece seguire il viaggio ne puö tardare a giongere. 5 ) Qul lapratica si puö tener per caduta affatto, in quello che tocca aS. M., se non se innova qualche cosa, ma potrebbe esser, chealtrove fusse tuttavia in piede, massime essendo andato a Romaultimamente il marchese Carlo figliolo dell'arciduca, 6 ) come V. S.haverä inteso. Per conclusione di questa materia replicarö duecose, l'una, che senza dubio la lega, se non e, almeno e statapraticata, et la sua apparenza cra zelo di religione et beneficiopublico della Germania, ma l'essistenza l'interesse del principaleche la promoveva et de chi le teneva mano. L'altra, che pongoper fondamento d'ogni cosa, e la inventione della provisione didenari, appoggiata in pregiudicio de' principi de Italia, et massimeconfinanti con questa proviucia; ne basto a penetrare, in che con-sisti la chimera, perche l'huomo dell'arciduca l'ha conferita conl'imperatore solo et S- M. non l'ha communicata con persona, maha ben ragionato del negotio superficialmente con alcuni pochi; neso, se quel particolare, ch'io le scrissi con l'ultime mie, de pro-hibire la uscita de i metali di Germania, potesse havere qualcherelatione a quest'altro pensiero. Li ambasciatori estraordinarii perRoma sono di partenza et S. M. le da in commissione, che in casoche le sia parlato di lega, rispondino in generale alcune pocheparole. Quaudo fü partito di Roma mons 1 ' Sega, il papa disseall'ambasciatore cattolico, che dovesse scrivere al cavalliero cheresiede in questa corte per il re, che S. Stä haveva imposto alnontio, che in tutte le trattationi havesse a tener seco confidentecorrispondenza, et perö che gli dovesse scrivere, che dal canto diqua si facesse altretanto. So molto bene, che la S.V. sapientissimaconoscerä il pregiudicio, che risultarebbe al suo proprio servitio,quando che qui venisse a notitia, ch'io havessi havuto pur inditio dellecose, che ho recitate di sopra; perö non m'estenderö in dirle piüaltre."

Wh. D. U. 13. Or.